• Italian
  • English (US)

La foto che rappresenta una vecchia paura

Cosa succede quando la sicurezza degli utenti sembra solo una scusa

 

La foto della settimana rappresenta lo spettro della Cina cattiva e comunista che aleggia di nuovo su di noi.

 

A poco più di un anno di distanza dalla grande discussione sul bando di Huawei dagli USA, tornano ad inasprirsii toni tra le due potenze economiche mondiali, a causa di un' app per ragazzini: TikTok.

 

Per chi non la conosce: è un'applicazione che permette la condivisione di video, di breve durata, di cui la maggior parte ha scopo umoristico in cui vengono sfruttati dei tormentoni musicali per ricreare coregrafie originali, challenge di vario tipo o appunto "scenette" simpatiche.

Questa è l'app che ha indisposto Trump.

Ovviamente il presidente non contesta l'app in se, ma ha paura che i dati dei milioni di americani iscritti, vengano registrati, gestiti e sfruttati dal Partito Comunista Cinese per averne un ritorno.

 

Ora, premettendo che finchè non vieni a impormi con la forza il tuo pensiero per me puoi anche credere agli unicorni volanti che salveranno il mondo, stiamo parlando di uno stato che ospita alcuni tra i maggiori esponenti di: sette religiose, terrapiattisti, complottisti e razzisti....eppure la preoccupazione maggiore del Mr. President sono i cinesi comunisti?

Se vogliamo tralasciare le correnti di pensiero, possiamo dire che in un periodo in cui gli USA sono la sede di manifestazioni, che richiedono maggiori diritti ed in cui ci sono scontri violenti con le forze dell'ordine, in un momento in cui non si riesce a contenere una pandemia che causa la morte di migliaia di persone, la preoccupazione più grande di Trump è Tiktok?

 

Tiktok mi fa pensare alla convention di Tulsa dove, a quanto pare, a causa dei "ragazzini di tiktok" erano state prospettate molte, molte più persone presenti, che invece non si sono presentate lasciando il nostro candidato abbastanza di cattivo umore....ma lui non porta rancore.

 

Ma mettiamo da parte Trump e pensiamo alle sue motivazioni: lui sostiene che i dati degli utenti americani siano in pericolo perchè potrebbero essere venduti, diffusi o riutilizzati per chissà quale scopo...

Abbiamo più della metà delle app nel nostro cellulare a cui noi concediamo di accedere a tutte le informazioni presenti sul nostro smartphone, anche perchè se neghi certi accessi l'app non la puoi nemmeno avviare.

Però non ci preoccupiamo del fatto che, per giocare all'app dei puzzle gli dobbiamo concedere l'accesso ai nostri contatti, alle chiamate, alla galleria, alla fotocamera, alla posizione....eh no, io voglio giocare con i puzzle!

Figa l'app che ti fa invecchiare, perchè dovrei chiedermi se la mia immagine possa venire registrata in qualche database?

 

Ormai dobbiamo mettercelo in testa: tutte le app ti chiedono gli accessi a determinate sezioni del tuo telefono, se sei su facebook hai dovuto inserire determinati dati (cognome, nome, dove vivi, dove hai vissuto, i tuoi titoli di studio,i tuoi interessi, la tua famiglia, che musica ti piace, se sei maschio o femmina, se ti piacciono uomini o donne, e via dicendo) che hanno già schedato.

Tutte le volte che inserisci i dati pe registrarti da qualche parte, entri a far parte di un database, che sia l'app dei puzzle, l'app che invecchia la faccia o tiktok.

Ci sono ormai corsi di marketing e di analisi di mercato, che ti insegnano a leggere questi dati e le tendenze della popolazione, in modo da creare pubblicità ad hoc per andare a colpire le persone che hanno più probabilità di diventare clienti e a volte vengono anche usati per fare propaganda politica....

 

Quindi, il mio consiglio è di valutare meglio a chi decidiamo di concedere i nostri dati e di non andare a puntare il dito contro qualche app in particolare "perchè leggono i miei dati", se non volete renderli accessibili cancellate gli account social, buttate lo smartphone, buttate il pc, dimenticatevi di mail e Google...semplice.

Purtroppo siamo in periodo storico in cui bisogna scendere a patti con certi aspetti della tecnologia, ma questo non vuol dire che dobbiamo esserne vittime: possiamo fare più attenzione salvaguardando i nostri dati sensibili per primi evitando di concederli a tutte le app che lo chiedono.

 

A voi è capitato di scaricare un'app troppo invasiva? A me è successo che un'app bussola mi chiedesse l'accesso alle mie foto...l'ho negato e disinstallato l'app.

Come tutelate i vostri dati sensbili?

Sono curiosa di sapere cosa ne pensate su Facebook e Twitter dove mi trovate come stefaniagattiph!

 

Non è la prima volta che Trump ha da ridire con un social network, clicca qui e scopri quali

La paura di qualcosa che non si conosce, può essere la miccia che fa scoppiare una bomba più grande, per approfondire clicca qui