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Pholis dietro le quinte

La musica della natura

 

Questa è una foto che ha un soggetto da interpretare.

 

Quando guardiamo una foto, ci aspettiamo che il soggetto sia ben definito e chiaro, ci aspettiamo che il fotografo ci dica e ci faccia vedere con precisione quello che dobbiamo guardare e come dobbiamo guardarlo.

Bene, in questa foto no.

Il soggetto della foto è nascosto e probabilmente, senza l'audio o una breve descrizione, sarebbe davvero davvero difficile per chi la osserva, capire il suo messaggio e il suo significato.

 

La scelta di rendere il soggetto nascosto è stata un pò voluta, ma anche un pò obbligata: riuscire a fare una foto ad un grillo è difficile già di giorno, immaginate di notte...

Diciamo che visto il contesto del progetto che prevede un audio, la situazione si prestava particolamente, facendo quadrare tutto alla perfezione ( quanto è bello quando capita così).

 

Dal punto di vista tecnico, dovevo raccogliere tutta la luce possibile senza usare il flash, semplicemente perchè non lo amo, quindi ho usato tempi molto molto lunghi e un diaframma molto aperto; questo avrebbe implicato l'uso di un cavalletto, ma essendo il soggetto molto in basso ho improvvisato un appoggio con dei libri....come si dice di necessità virtù.

 

Vi ho già parlato dei sentimenti che mi ha scatenato la situzione racchiusa in questo scatto, vorrei quindi parlare di quanto sia importante scattare "di pancia", perchè è il nostro istinto che capisce quanto potenziale ha una situazione, soprattutto se non è una situazione tipo shooting dove dovete rispettare delle aspettative o delle disposizioni dei clienti.

Dobbiamo imparare a lasciarci guidare dal nostro istinto e dalle nostre emozioni: le foto importanti e quelle più belle, sono quelle che hanno un'anima e quest'anima siamo noi a metterla nelle nostre foto.

E non pensate che sia qualcosa che viene sempre e che succede e basta, pensate ai fotografi del National Geographic: non hanno una produzione di immagini infinita e, molto probabilmente di 1000 scatti, quelli buoni che possono venire pubblicati sono 5/6 e come buoni non intendo solo a livello tecnico, ma anche a livello di resa del significato, perchè anche l'uccelino sul ramo può lasciarvi indifferente come farvi commuovere.

 

Non mi paragono minimamente ai colossi della fotografia come loro, ma comunque, una volta che decidi di far diventare la fotografia lavoro, a forza di scattare impari che raramente è buona la prima e che conviene sempre fare 1000 scatti e poi selezionare quelli funzionali e che questo non ti rende meno professionale.

Quando mi chiedono come si diventa fotografo di mestiere, la risposta è sempre "tanta tanta pratica", bisogna fare gavetta e imparare ad uscire dagli schemi e dalla fissazione dell'attrezzatura, perchè bisogna tenere sempre a mente che se non hai l'idea, puoi avere l'attrezzatura migliore del mondo ma non compenserà mai la mancanza del messaggio.

 

 

Voi vi fate guidare dalla "pancia"? Quali sono stati i risultati?

Come sempre vi aspetto su Facebook e Twitter per sapere le vostre opnioni, dove mi trovate come stefaniagattiph!

Volete scoprire come è nato il progetto Pholis?clicca qui

 

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