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La foto che rappresenta la riapertura dei confini

Come stiamo affrontando il ritorno ad una vita

 

Questa settimana affrontiamo il tema dell'inizio della riapertura dei confini di alcuni stati, per permettere di viaggiare e spostarsi.

 

Scelta saggia per permettere all'economia, soprattutto per quanto riguarda il turismo, di ripartire o esposizione ad un rischio di diffusione del Covid-19 ancora maggiore?

 

E' certamente un argomento molto controverso e, mi spiace, io non ho la risposta definitiva, però possiamo ragionarci insieme senza scomodare complottisti, allarmisti, negazionisti e tutti gli "-isti" che potrebbero sentirsi coinvolti...anche perchè siamo noi che dobbiamo poi decidere cosa fare delle nostre vite, quindi penso sia saggio informarsi e crearsi un'idea propria (come dovremmo fare sempre).

 

Incominciamo dai dati di fatto.

Non conosciamo ancora abbastanza questo virus, non sappiamo ancora bene come e con quale velocità si modifica, ad esempio alcuni scienziati dicono che nell'ultima mutazione, è diventato più rapido nella diffusione, ma non più letale.

Questo non vuol dire che sia meno pericoloso!

Il virus è un organismo che muta, che si adatta agli organismi che lo ospitano, diventando man mano più "efficiente": più ha la possibilità di contagiare soggetti, migliore e più rapida sarà la sua evoluzione. In parole semplici: più ci lasciamo contagiare, più muterà velocemente e maggiori saranno le probabilità che diventi anche più aggressivo.

 

Mi stupisce che questo ragionamento sia sfuggito dalla mente di tanti....

 

Detto ciò, vediamo i numeri.

In America e in Brasile, ci sono numeri di contagiati assurdi, ma tassi di mortalità sul 4% circa; questo ci dice che: il virus è molto contagioso ma meno letale rispetto all'Italia o al Regno Unito. Questo può far pensare che non sia così pericoloso, ma se 2.611.139 (casi totali Usa-deceduti) si ammalassero, tutti con la stessa gravità e tutti contemporaneamente....sarebbe il caos.

E' questo il motivo per cui gli esperti continuano a chiederci, in tutto il mondo, in tutte le lingue e anche con i disegnini di non abbassare le guardia, di non creare situazioni a rischio e di essere responsabili per noi stessi e per gli altri.

 

Torniamo al nostro argomento principale: lo spostamento tra Stati.

Personalmente sono favorevole alla riapertura dei confini, ma credo che ormai chiedere alle persone di essere responsabili, sia più un rischio che altro...pensate al quel signore in Veneto: è andato in Serbia, è stato contagiato, è andato in pronto soccorso omettendo informazioni riguardo al viaggio e alle persone che ha incontrato, è risultato positivo, ha rifiutato il ricovero, ha visto poi persone e partecipato a feste, è finito in rianimazione.

Risultato: 6 persone ricoverate con sintomi e almeno 90 in isolamento domiciliare...va bene la libertà personale, ma siamo in uno stato di emergenza sanitaria e sinceramente, se fossi tra quei 90, non mi farebbe certo piacere sapere che per colpa di un gentile signore egoista, io e la mia famiglia rischiamo di finire in ospedale e rimetterci le penne.

 

Una soluzione potrebbe essere, programmare i viaggi in anticipo e fare il test prima di partire, se negativo evitare il più possibile altri contatti fino alla partenza; se positivo permettere alle persone di posticipare o annullare il viaggio più facilmente e senza far perdere tutti i soldi del biglietto.

Il problema anche qui è che si può entrare a contatto con il virus tra il test e la partenza, in aeroporto, in aereo, all'arrivo, durante il soggiorno, ecc...e dovessi prenderlo mentre sono via, come potrei tornare a casa in sicurezza? Dovrei restare nel paese dove sono andato in vacanza? E tutta un'altra serie infinita di domande...

Ciò dimostra che, al momento senza un vaccino, le soluzioni perfettamente funzionanti non ci sono, quindi resta (quasi) tutto in mano alla responsabilità dei singoli.

 

Che poi ammettiamolo, non ci stanno chiedendo di armarci e andare in guerra, ma di rispettare regole anche piuttosto semplici come disinfettarsi spesso le mani, mettere questa benedetta mascherina anche all'aperto quando non è possibile tenere la distanza di sicurezza, ma questo non vuol dire che se abbiamo la mascherina possiamo stare appiccicati in 200 in un metro quadro....

Dobbiamo cambiare le nostre abitudini....questo credevo fosse chiaro.

Vuol dire imporci di farlo anche nelle cose piccole e nei gesti a cui a volte non facciamo attenzione come toccare una vetrina o un oggetto esposto, o lasciare che nostro figlio tocchi tutto quello che ha portata di mano in un negozio e poi lasciare che si metta le dita in bocca, deve essere anche uno sforzo in più nell'educare i bambini....

Si, i bambini sono bambini, bisogna lasciarli giocare, bisogna lasciarli svagare e tutto quanto, ma se il virus dovesse diventare più aggressivo e colpire anche le fasce d'età che, al momento, erano quelle meno soggette a complicazioni gravi (non immuni, attenzione vuol dire che è meno probabile che muoiano, non che non lo possano prendere o trasmettere) continuereste a lasciare che vostro figlio si spalmi sulle vetrine del negozio che "chissà chi lo ha toccato prima"?

 

Concluderei facendo un appello a tutti quelli che "il covid non esiste/non è pericoloso/ ecc...": a voi non costa nulla seguire le regole, siate accondiscendenti con noi poveri creduloni, male che vi può andare avrete avuto ragione e potrete schiaffarcelo in faccia.

 

Avrete notato che il tono di questo articolo è meno "leggero" rispetto al solito, ma solamente perchè sono tra le persone che vorrebbero evitare di ammalarsi o vedere i propri cari ammalarsi, e anche tra quelli che non sarebbero felici di trovarsi questo autunno/inverno di nuovo in quarantena per colpa di persone che si credono immortali.

 

Sono molto molto curiosa di sapere la vostra opinione a riguardo, commentate su Twitter o Facebook dove mi trovate come stefaniagattiph!


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