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La foto che rappresenta il futuro dell'editoria

Cosa succede quando un colosso del digital decide di collaborare con gli editori

 

Internet, ormai, è la fonte di informazioni più usata in tutto il mondo e Google è la rappresentazione del suo utilizzo.

 

Ormai è ovunque: pensiamo alla diffusione di Android, alla "facilità" con cui puoi inserire una tua app sul mercato del google playstore o ad Alexa, che ormai è molto diffusa anche nelle case italiane. Questo colosso, è riuscito ad arrivare ovunque grazie ad una politica open-mind, intuendo (quasi) sempre in anticipo quali sarebbero state le tecnologie più all'avanguardia e permettendo a moltissime aziende di collaborare e sfruttare i propri software per adattarli ai propri dispositivi.

 

Dopo le bufere sulle fake news, Google ha deciso di iniziare a stipulare accordi con diverse case editrici in modo da poter collaborare e fronteggiare un problema ormai troppo diffuso e impossibile da eliminare senza un fronte unito.

L'idea è quella di dare più spazio a editori affidabili e che diffondono una corretta informazione, permettendo agli utenti di approfondire gli argomenti trattati permettendone la verifica, anche in caso di temi più specifichi e tecnici.

Al momento gli accordi sono stati presi in Germania, Australia e Brasile, ma se l'idea del colosso informatico funziona, si espanderà a livello mondiale con tutti i Paesi interessati a collaborare, ma quali potrebbero essere i possibili risvolti a livello di diffusione delle notizie?

 

Partiamo dai pro e parliamo per iperbole: se Google creasse veramente una rete unificata dove le notizie sono verificate e gli utenti stessi possono approfondire e verificare gli argomenti trattati, potremmo davvero dire di avere un sistema di notizie attendibili e a cui poter fare affidamento, liberamente accessibili senza richiesta di abbonamento.

Potrebbe essere utile anche alla casa editrici stesse, non solo per la pubblicità positiva che ne riceverebbero, ma anche perchè potrebbe contare sul motore di ricerca per la verifica stessa delle informazioni prima della pubblicazione.

 

Ma avere il monopolio e il controllo delle notizie potrebbe anche rivelarsi l'esatto opposto della libera comunicazione.

 

Se Google riuscisse a stipulare contratti con editori a livello mondiale, potrebbe acquisire molto peso e decidere chi e cosa può pubblicare, conquistando una specie di monopolio sulle news. Inoltre, potrebbe diventare un servizio a pagamento capovolgendone complitamente il significato e limitandone l'utilizzo o perdendo un pò di quella limpidezza che avrebbe dovuto caratterizzarlo.

 

Non dico questo per insianuare il dubbio, ma bisogna sempre guardare con un occhio critico quando un colosso mondiale come Google decide di intraprendere una strada del genere, soprattutto dopo tutti i problemi avuti in passato con diversi gruppi editoriali.

La diffusione delle fake news sui social, dell'odio razziale e dell'odio in generale è problema che, chi gestisce le varie piattaforme, deve affrontare per forza: l'esplosione dell'epidemia da Covid-19 ci ha costretti ad affrontare diversi problemi che tenevamo nascosti sotto i tappeti, tra cui appunto l'odio del tutti contro tutti e le fake news.

Abbiamo già parlato della necessità di gestire i contenuti di dubbia affidabilità da parte dei social qui , l'iniziativa di Google potrebbe essere la soluzione del problema alla radice, ma adesso è troppo presto per fare ipotesi su quello che potrebbe succedere, credo però sia interessante vedere come si svolgeranno le cose.

 

Voi cosa ne pensate? Credete che potrebbe essere una soluzione quella di Google o potrebbe rivoltarsi contro gli editori?

 

Ditemi cosa ne pensate su Facebook, Twitter o Instagram, dove mi trovate come stefaniagattiph.