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La foto che rappresenta la fase 2

Il ritorno alla normalità tra dubbi e paure

 

Il lockdown totale è finito, la fase due è nel suo clou e da come riusciremo ad affrontare la convivenza col virus, dipende il nostro futuro. La mente cerca un equilibrio tra le misure di sicurezza e prevenzione, la voglia di tornare alla normalità, a programmare viaggi e a vedere liberamente i nostri amici è tanta e a volta rende difficile fare un passo indietro e dirsi che non è ancora il momento.

 

L'equilibrio che ci stiamo costruendo però è precario.

 

Nell'ultima settimana ho sentito gli amici e ci siamo detti "dai a Giugno andiamo a fare una giornata al mare, partiamo presto al mattino poi stiamo lì facciamo aperitivo Spritz e torniamo a casa per cena", si dai! Ci vuole proprio una giornata per spegnere il cervello, ci sto!

Finita la telefonata ho pensato: si ma a Giugno potremo andare in Liguria? Mi fido a prendere il treno? E se poi arriviamo lì e non possiamo andare in spiaggia? E se c'è troppa gente e non possiamo fare aperitivo? Il treno al ritorno è sempre pieno....e se non possiamo tenere la distanza di sicurezza? E via via mille domande, dubbi e preoccupazioni...ci si chiede fino a dove ha senso preoccuparsi, dov'è il confine tra prevenzione e panico.

Si, panico; scelgo questa parola consapevolmente, proprio per il suo peso e la sensazione di pancia che scatena. Quando penso a tutte queste variabili e alle milioni di casualità che potrebero causare il contagio, mi viene questa sensazione allo stomaco, come se qualcuno lo stringesse forte, come se tutto iniziasse a girare velocemente e non avessi più il controllo della situazione. Sono certa di non essere l'unica ad avere questi pensieri.

 

La cosa più snervante è che non c'è una vera e propria soluzione.

 

Possiamo scegliere però: cedere alla sindrome della capanna e al panico chiudendosi in casa, oppure farsi coraggio e prendere tutte le precauzioni possibili nel nstro piccolo e per noi stessi, ricominciando a vivere, piano piano, riprendendo le nostre attività normali.

Io ho scelto la seconda, ho scelto di non farmi vincere dal virus, che alla fine è un pò come un terrorista: ci fa paura e cerca di costringerci a rinunciare alla nostra libertà e alla nostra vita, solo che lo fa inconsapevolmente, mentre un terrorista è pienamente consapevole di quello che sta facendo.

Il ragionamento deve diventare lo stesso di quando usciamo per strada in macchina, a piedi, in bici o a cavallo del cane, le disgrazie e gli incidenti possono accadere, anche stando seduti su una panchina, anche se abbiamo fatto attenzione.....quindi, constatato questo, ho deciso di non farmi incastrare dal virus, ho deciso di prendere in mano la situzione, per quanto sia possibile, prendo le dovute precauzioni e cerco di ritrovare una mia normalità, credo che anche questo sia un modo per combattere il virus.

 

La vita è una sola, con sale in zucca e responsabilità, abbiamo la possibilità di viverla al meglio che possiamo, anche se le condizioni sono imposte e dure. Dentro di noi abbiamo una grande forza e grandi abilità, quindi, anche se è difficile da accettare, dobbiamo entrare nell'ottica che le cose saranno diverse, estremamente diverse in certi casi, ma ci si può adattare senza fare tante polemiche. Tanto urlare e puntare il dito non serve a nulla, se non a fare casino e a spostare l'attenzione delle persone, ma perchè spostare l'attenzione? Non sarebbe meglio trovare il metodo giusto per sensibilizzare? Per informare?

 

Il mio desiderio, e quello di tantissimi di voi, è quello di ritrovare un equilibrio, di conciliare tutte le novità che abbiamo scoperto e capito durante la quarantena, con la vita reale e fuori da casa, di riprendere a respirare.

Quindi, prendiamo in mano la situazione, nel limite del possibile e non facciamoci prendere dal panico e dalle paure, non chiudiamoci in casa, ma cerchiamo di essere saggi nell'uscire e nel vedere i nostri cari....possiamo fare tutto, dobbiamo solo cambiare il modo di farlo.

 

Ora ti chiedo: quali sono le tue paure, le stai già affrontando? Anche tu vorresti tornare a fare le gite con i tuoi amici o i tuoi cari?

Scrivimi quello che pensi sul social che preferisci: Facebook, Twitter o Instagram!

 

 

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