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La foto che rappresenta il futuro del mondo

Come e perchè supportare i nativi digitali

 

La foto di questa settimana rappresenta le nuove generazioni: i nativi digitali.

 

Adesso sappiamo tutti quali siano le grandi mancanze e limitazioni che il mondo del digital ha in Italia, la necessità dello smatworking e della didattica digitale ci hanno messo faccia a faccia con ciò che la maggior parte degli italiani reputava superfluo: una rete meglio gestita e organizzata per permettere a tutti un giusto accesso al mondo digital.

I nostri figli, ormai, sono più bravi di noi a smanettare con tablet, smartphone e internet, sono i nativi digitali: coloro che nascono e crescono immersi nel mondo del digital, il quale offre infinite possibilità per infiniti campi, ma è giusto che entrino in contatto con la tecnologia così presto?

 

Le ricerche dimostrano che tantissimi bambini sotto i 2 anni sanno già utilizzare le basi di un tablet e le loro capacità nel maneggiare i device cresce esponenzialmente con l'età e in base all'accesso che ne hanno. Personalmente ho sempre amato l'innovazione, anche da piccola: sono cresciuta con il Game Boy, il mio primo cellulare è stato il primo cellulare a colori in commercio, ho avuto un bella collezione di lettori mp3 e ho trapanato il cervello dei miei per avere una macchina fotografica digitale (nemmeno un commesso avrebbe tirato fuori tante argomentazioni), per poi approdare ai primi smatphone touchscreen e via dicendo....e sono davvero contatenta di aver sviluppato questo interesse. Adesso che ho quasi 30 anni e che il mondo si è trovato, di botto, a doversi rapportare col digital, mi sono resa conto che, la maggior parte della mia generazione, non ha mai visto il digital e la tecnologia come la soluzione a gran parte dei nostri problemi.

 

Il digital rappresenta il futuro.

 

E con questo non voglio dire che non avremo più relazioni vis a vis o che il mondo sarà solamente digitale, assolutamente no, ma tante cose saranno gestite da remoto e così velocizzate eliminando molta burocrazia. Questo accadrà proprio perchè i nostri giovani, che, come dicevamo prima, nascono e crescono immersi nel mondo di internet, delle app sempre più essenziali e coinvolgenti, nelle comunicazioni da remoto che annullano le distanze, saranno coloro che chiederanno al mondo di fare un level up e di diventare più fluido, proprio come internet.

 

Pensiamo a tiktok: per noi grandi è "solo un' app dove i giovani vanno a fare gli scemi", affermazione completamente sbagliata!

Tiktok rappresenta una piazza, dove noi non andiamo perchè ci vanno i ragazzini, ma dove loro possono mettere in mostra le loro abilità, la creatività senza confini che sia solo per far ridere o per provare a lanciare un nuovo trend.

 

Esperienza personale: ho aperto tiktok e ho riso per un'ora, giuro!

 

Oltre ad essermi davvero divertita, ho visto questi ragazzi esprimere una creatività assurda, anche attraverso piccole cose come un passo di danza o un oggetto utilizzato in una maniera diversa da quello che è il suo scopo finale. Mentre guardavo dicevo "ma pensa te! Io non ci sarei mai arrivata!" Ed è proprio questo il bello del social, la piena libertà di espressione: ti viene un'idea che sembra una cavolata, ma vuoi condividerla comunque? Lo fai! E gli atri a volte la replicano, la sviluppano e la rendono più dettagliata, così una comunità dovrebbe collaborare per la sua crescita e per quella dei suoi membri.

 

Invece di anchilosarci sui vecchi modelli di comunicazione e di lavoro (ad esempio), dovremmo aprirci a queste nuove possibilità e dare più spazio alle nuove generazioni, rispondendo alle loro necessità e cercando di aiutarli a incanalare e sviluppare questa creatività! Tra 20 anni il lavoro come lo conosciamo adesso non esisterà più, i canali comunicazione saranno diversi, che lo vogliamo o no, perchè lo richiederanno le nuove generazioni di nativi digitali.

Aiutiamoli a capire il valore delle relazioni reali, che per raggiungere un obbiettivo importante bisogna farsi il culo, che quello che si fa su internet rimarrà li per sempre (verba volant internet manent) e che lo stare dietro uno schermo non ti legittima a insultare le persone, ma permettiamo loro di conoscere il digital e di diffondere le loro idee e le loro opinioni attraverso di esso, infondo il futuro è anche loro, ma nessuno gli chiede mai cosa vorrebbero o come vorrebbero che fosse.

 

 

E' buffo pensare che anche noi abbiamo dovuto lottare per convincere i nostri genitori a installare il wi-fi e che la macchina fotografica digitale era un grande risparmio rispetto a quella a pellicola, ma comunque "lottiamo" contro le innovazioni attuali...insomma: se abbiamo provato sulla nostra pelle la positività delle innovazioni tecnologiche e la fatica di farne capire l'uso e la necessità ai "nostri grandi", perchè non possiamo essere più disponibili nei confronti dei nostri giovani?

 

 

Voi cosa ne pensate? Avete a che fare i nativi digiatli e come vivete questi cambiamenti? Venite a condividere le vostre opinioni sulla mia pagina Facebook o Twitter, oppure mi trovi su Instragram con i contest e tutte le nuove fotografie!

 

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