• Italian
  • English (US)

La foto che rappresenta le conseguenze mondiali di un evento localizzato

Quando la parola lontano, perde il suo significato

 

Questa immagine rappresenta come, troppo spesso, pensiamo che se accade qualcosa in uno Stato lontano dal nostro non debba essere fonte di preoccupazione, proprio perchè "tanto sta succedendo là".

 

Il 2020 è iniziato con uno schiaffo dopo l'altro, partendo con gli incendi che hanno devastato l'Australia distruggendo 12 milioni di ettari di foreste, che corrisponde a 120mila km quadrati, come se tutto il Nord Italia venisse completamente carbonizzato e con Nord Italia intendo: Veneto, Valle d'Aosta,Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna....potete immaginare un'aera come questa che brucia? Io no, è una cosa così grande che il mio cervello non riesce o non vuole immaginare e renderlo possibile.

Tutti sappiamo che è successo, qualcuno ha seguito l'andamento degli incendi e qualcuno avrà donato dei soldi alle fondazioni che si occupano della salvaguardi della fauna e della flora sul posto, ma quanti di noi hanno realizzato che serebbe stata una cosa che sarebbe poi, in qualche modo, diventato un fenomeno a livello mondiale? Nessuno vero? Nemmeno io sinceramnete, poi ho letto degli articoli che dicono: un'enorme nube di fumo, una delle più grandi che siano potute osservare, sta girando il mondo scaldando la neve dei ghiacciai e intaccando la qualità dell'aria che si respira nella zone che sorvola.

 

Vi viene in mentre un'altra situazione in cui abbiamo pensato "massì, tanto sta succedendo laggiù"? Sono certa di si....

 

Lo ammetto, anche io all'inizio dell'epidemia da COVID-19 ho pensato che sì sarebbe arrivato qui, ma non come stava succedendo in Cina: noi non avremmo avuto bisogno di chiudere tutto per mesi, alla fine è solo un'influenza più forte, sono più a rischio le persone con malattie pregresse....non nascondiamoci dietro un dito, lo abbiamo pensato tutti.

Invece eccoci qui, a reinventarci una vita, a sperare che non sarà poi così diversa da come era prima e a farci forza l'uno con l'altro ritrovando un senso di comunità che avevamo perso. Ma sappiamo che la ripresa sarà dura e dovremmo tirare fuori il nostro massimo spirito di adattamento, perchè in caso contrario rischieremmo di perdere quello che ci siamo creati, anche dal punto di vista lavorativo, prima dell'epidemia.

 

In queste settimane abbiamo parlato a lungo di come il COVID-19 abbia stravolto le nostre realtà, ma adesso è il momento di fare il punto della situazione e capire cosa sta rappresentando per noi. Prima di poterci tuffare nella ripartenza che tanto agoniamo, cosa possiamo imparare per poter cresce e non farci più cogliere impreparati?

Questo è quello che ho imparato io:

      • dare più valore a quello che succede nel mondo, non sottovalutare più qualcosa solo perchè "sta succedendo lontano da noi", essere consapevole che in ogni momento tutto potrebbe cambiare ancora e quindi dovrò essere pronta a fronteggiare gli imprevisti al meglio delle mie possibilità (senza sfociare nei bunker anti nucleari americani);

      • mai smettere di investire sul digital, sia dal punto di vista formativo che lavorativo, perchè rappresenta il futuro e senza di esso saremmo stati persi e abbandonati a noi stessi perchè saremmo stati lontano da tutti e fuori dal mondo;

      • trovare sempre il tempo per dare spazio alla creatività e alle nuove idee, ritagliare del tempo settimanalmente per creare qualcosa di nuovo o provare quella tecnica a cui penso da tanto;

      • dare valore alle persone, a ciò che dicono e ciò che pensano, non dare per scontato chi hai vicino e cerca di creare sempre un rapporto migliore, confrontandosi e trovando compromessi, scoprendo sempre qualcosa di nuovo in chi amiamo;

      • dare valore al tempo, quando abbiamo tanto da fare sembra che sia pochissimo, ma quando non abbiamo nulla da fare e siamo da soli è infinito e infinitamente pesante...non deve più esserlo, c'è sempre tanto che possiamo fare per noi e per gli altri e lamentarsi non è mai una soluzione utile e costruttiva, per nessuno.

 

E' proprio vero: non sai cosa vuol dire finchè non ci sei dentro.

 

Fino ad un paio di mesi fa guardavamo a Whuan con compassione e con stupore: vedere migliaia di persone rinchiuse nei loro piccoli appartamenti, costretti a uscire uno alla volta e senza sapere di preciso cosa succedesse ai loro cari ammalati. Ma era tutto là, si spiace, ma sono lontani....

Mai come in questa epidemia la parola "lontano" ha perso un pò del suo significato...adesso nulla è lontano, siamo tutti vicini, tutti sulla stessa barca e chi continua a puntare il dito, a destra e a manca, cercando di trovare qualcuno a cui dare la colpa, mi fa tristezza: perchè vuol dire che non ha la forza di affrontare quello che sta succedendo, ha bisogno di spostare l'attenzione su altro, cosa che adesso è inutile.

 

Adesso è il momento di unirsi, di trovare accordi che siano utili per la salute e il sostegno di tutti, dobbiamo essere pazienti e solidali, ma impareremo anche questo.

 

Ora tocca a voi, cosa avete imparato da questa quarantena, c'è qualcosa che avete deciso di cambiare o che avete imparato e volete mantenere anche dopo il lockdown? Aspetto le vostre opinioni e i vostri commenti su Twitter e sulla mia pagina Facebook!

 

Qui parliamo di come il lockdown ha permesso alla Terra di respirare: clicca qui

Se invece vuoi vedere come una comunità si può rialzare dopo una crisi: clicca qui

 

 

Foto dal satellite della NASA 7 Gennaio 2020