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La foto che rappresenta il passato e il presente

Alcune cose cambiano, altre rimangono fin troppo simili

 

Questa immagine rappresenta le uniformi dei medici del passato e quelle dei medici di oggi, che stiamo imparando a conoscere anche troppo bene, e ci fa notare come alla fine, quegli avvenimenti a cui associamo la maschera dei medici, non sono poi così distanti da noi.

 

Quando pensiamo alle mascherine, soprattutto per noi italiani, è quasi inevitabile finire ad immaginare le famose maschere usate dei medici contro la peste nel 17° secolo.

La peste è stata tra le pandemie più distruttive nella storia dell'uomo, soprattutto se pensate che per arginarla ci è voluto dal 541 d.C. (anno della prima pestilenza docimentata) al 1950 (anno della creazione dell'antibiotico). Durante questi circa 1400 anni, la malattia si è ripresentata a più riprese, in modo più o meno aggressivo, mietendo un totale stimato di 50 milioni di vittime.

Una delle meglio documentate e famose epidemie di peste in Europa, dal 1347 al 1363, oltre a fare circa 10 milioni di morti, rappresentò la necessità delle gradi città europee di prendere provvedimenti per prevenire e per prepararsi a possibili pandemie future: Milano, Venezia e Firenze istituirono organi di sanità permaneti e costruirono lazzareti in grado di essere "rinforzate" in caso di emergenza, Amsterdam instaurò un sistema di raccolta dei rifiuti e Parigi creò leggi e decreti per migliorare la sanità pubblica. Sicuramente un comportamento da tenere presente adesso e prenderne esempio per un post.COVID-19.

 

Quali erano i mezzi dei medici per difendersi da questo mortale batterio?

 

Nel 1600, i medici, erano dotati di una vera e propria divisa che li rendesse riconoscibili oltre che aiutare a tenerli al sicuro. La componente che più saltava all'occhio era proprio la maschera, che con il suo lungo becco e i grandi buchi per gli occhi, era più una visione inquietante che quella rassicurante che dovrebbe avere un dottore.

Questo becco aveva un'utilità ben precisa: al suo interno venivano messi fiori, piante medicinali e spugne imbevute di aceto...ora penserete che venisse fatto perchè così i medici respiravano l'aria, in qualche modo, sanificata così da proteggersi dalla malattia. Ma non è così: al tempo regnava la convinzione forte che la causa della malattia fossero i cattivi odori....quindi, logicamente, profumando l'aria si diventava immuni al contagio. Ovviamente il cattivo odore, si accompagnava sempre la malattia, ma come conseguenza di essa e non come causa, teniamo conto che nel 1600 l'igiene non era la preoccupazione principale della popolazione, soprattutto delle classi meno abbienti (se poi pensiamo che, oggi, nel 2020, deve passare una pubblicità ogni 10 minuti che ci dica che dobbiamo lavarci le mani è tutto dire......).

Oltre a questa pittoresca maschera, i medici erano dotati di una tunica idrorepellente, l'effetto droplet era già pericoloso ai tempi, e di un bastone. Si, il bastone era parte integrante della divisa ed era anche essenziale durante le visite: i medici lo usavano per visitare a distanza di sicurezza i pazienti e poter spostare le loro vesti senza il contatto fisico....chissà se la lunghezza standard era di 1,82m?

 

Scherzi a parte, fortunatamente oggi la scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante e i nostri medici non hanno più bisogno dell'inquietante becco e del bastone per tenerci a distanza. Adesso sono dotati di mascherine con filtri ad hoc per proteggersi e limitare le possibilità di contagio....la forma però ci ricorda qualcosa....Per motivi tecnici legati ai filtri e alla necessità di parlare nonostante la mascherine, queste assumono una forma leggermente allungata che risveglia in noi il ricordo dei lunghi becchi del 1600.

 

Ad oggi, la peste, contrariamente da quanto siamo portati a pensare, esiste ancora e anche se poco diffusa nell'essere umano e rimane un pericolo vagante, principalmente perchè è un batterio che si sviluppa meglio nei climi più caldi, quindi il riscaldamento globale sicuramente non è di aiuto.

Il COVID-19 è un virus mentre quello della peste è un batterio e come ben sappiamo i trattamenti sono diversi a causa della diversità dei due organismi, ma comunemente possono essere debellati grazie allo sviluppo scientifico e alla ricerca, troppo spesso sottovalutata perchè ritenuta superflua o addirittura pericolosa.

Queste epidemie, come anche la spagnola, ci possono sembrare lontanissime nel tempo anche se in realtà non è proprio così... avremmo dovuto imparare di più da ciò che accadde proprio per far si che non succedesse ancora, ma invece, eccoci qua.

Ricordiamoci sempre che grazie ai vaccini, siamo riusciti a dichiarare estinto il vaiolo e a abbassare ai minimi storici i contagi da poliomielite e meningite. Stiamo vivendo qualcosa che mai e poi mai dovremmo dimenticare, anzi abbiamo il dovere di ricordare e di far presente alle prossime generazioni, quanto la scienza e la ricerca siano importanti per la conservazione della specie umana, perchè quando arriverà il momento in cui potremmo dire che il COVID-19 è, al meno, sotto controllo e che potremmo andare tutti a vaccinarci, sarà solo grazie alla ricerca.

 

 

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