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Pholis dietro le quinte

Una sorpresa inaspettata

 

Ho sempre avuto un pò di difficoltà nel fotografare le persone: nelle mie immagini cerco naturalezza e, spesso, quando i passanti si accorgono che stai facendo delle foto tendono o a cambiare atteggiamento o prorio a fuggire per non essere ritratte. Il giorno in cui ho scattato questa foto, la stazione era particolarmente tranquilla, quindi davo un pò nell'occhio e ho dovuto girare un pò per trovare la mia ispirazione...

 

Una melodia mi ha letteralmente guidato al mio soggetto e, una volta trovato, ho iniziato a valutare diverse angolazioni per capire quale fosse la migliore e la più rappresentativa, alla fine ho scelto di posizionarmi alle sue spalle per non distrarlo mentre suonava e per poter ritrarre quelle grandi mani che si muovevano così leggere sulla tastiera del pianoforte, anche perchè erano loro che mi avevano colpito.

Questo inaspettato pianista ha catturato la mia attenzione, non solo per l'aspetto, ma per il modo in cui la sua musica mi ha giudato all'interno della stazione, nonostante la musica filodiffusa e il vociare delle persone, l'immagine del pianista ha poi fatto il resto...Scegliendo di inquadrare solo le mani, ho deciso di dare più risonanza al gesto di per sè, piuttosto che includere anche il contorno della situazione, credo che questa inquadratura di addatti al meglio e si inserisca perfettamente all'audio registrato.

 

Quando ho visto la scena sono stata certa solo di una cosa: sarebbe stata in bianco e nero.

 

Il bianco e nero mi ha sempre affascianto come stile: la fotografia è nata in bianco e nero, è un livellatore perchè toglie tutto quello che è superfluo e ti porta dritto al messaggio che il fotografo ti vuole dare. Pensate al volto di un anziano, un primo piano di questo volto scavato dalle rughe e che ti fissa con i suoi occhi penetranti, ecco il bianco e nero riesce a dare pieno risalto alle imperfezioni del volto e alla forza degli occhi togliendo tutte le distrazioni del caso (macchie della pelle, il suo colore preciso, il colore dei capelli, ecc...).

D'altro canto, ci sono situazioni in cui il colore è fondamentale, pensado sempre ad un ritratto, immaginiamo la bambina dagli occhi verdi di McCurry: il colore in quella foto è essenziale per far risaltare la bellezza della ragazza in contrasto con la situazione di povertà in cui si trova, se fosse stata in bianco e nero sarebbe stata di certo una fotografia meno potente.

 

Credo che la fotografia sia un'arte e in quanto tale ognuno deve sentirsi libero di esprimerla nel modo che gli è più affine, deve essere qualcosa che ci fa stare bene sia nel momento della realizzazione che quando la riguarderemo in un futuro.

 

Quali sono i tuoi generi fotografici preferiti e in quali ti rivedi più spesso? Rimani fedele ad un metodo particolare o ti piace sperimentare e variare in base alla situazione in cui ti ritrovi?

Sono certa che i tuoi commenti potranno essere d'ispirazione per altre persone, quindi ti aspetto sulla mia pagina Facebook e Twitter!

 

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