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La foto che rappresenta la Terra che respira

Come un virus tremendo per l'essere umano, può essere la salvezza del pianeta

Questa foto rappresenta l'Himalaya, il sistema montuoso nel continente indiano che annovera tra le sue cime l'Everest, la montagna più "alta" del mondo.

Ma perchè è diventata la rappresentazione della Terra che respira di nuovo grazie al virus?

 

Nel continente indiano, troviamo le 10 città più inquinate del mondo, dove respirare equivale a fumare 50 sigarette al giorno, dove il cielo non si vede mai, dove una grande parte della popolazione vive letteralmente immersa nei rifiuti delle metropoli e l'inquinamento è la quarta causa di morte.

Pensare di far diminuire il tasso d'inquinamento è letteralmente un'utopia, basta vedere la difficoltà che facciamo noi qui, o nei paesi occidentali in generale, per sensibilizzare le persone sull'inquinamento: i costi per cambiare i sistemi di produzione sono alti e gli Stati non sembrano essere molto propensi ad incentivare questi cambiamenti e anche la popolazione non sembra capire l'importanza di prenderci cura del proprio pianeta, visto che, al momento, è l'unico che abbiamo (e che forse ci meritiamo al momento). Finchè, non verranno incentivati questi cambiamenti, sarà difficile vedere un miglioramento...o almeno, questo era quello che potevamo dire fino a due mesi fa, prima della diffusione planetaria del COVID-19.

 

Questo virus è arrivato ed è riuscito a congelare il mondo nel giro di pochissimo tempo....in questo periodo, ci siamo trovati ad affrontare qualcosa che solo i film apocalittici potevano mostrarci: stiamo vivendo un cambiamento radicale delle abitudini e della concezione della vita dell'uomo che non pensavamo di dover affrontare. Tutto si è fermato, tutti hanno dovuto mettere da parte tutto e adattarsi al cambiamento, ma di questo abbiamo già parlato.

Il lockdown mondiale sta permettendo alla Terra, nel suo senso più ampio, di riprendersi alcuni spazi, di riprendere il suo andamento e sta ricominciando a respirare: i cieli sulle città sono più puliti, l'inquinamento nell'aria scende ai livelli più bassi degli ultimi anni e si torna a vedere l'Himalaya.

 

Ho scelto questa foto per rappresentare questo concetto, perchè (fortunatamente) in Italia o nel mondo occidentale, è difficile trovare una realtà dove davvero il cielo o il panorama non si potessero vedere prima dell'epidemia: in queste città, perennemente immerse in una bolla tossica (e non sto esagerando) dove spesso il cielo è viola ed è "normale" sentire che qualcuno è morto per via dell'inquinamento, la possibilità di vedere le stelle o una montagna innevata in lontananza è un evento davvero degno di nota.

Grazie al lock down, l'Himalaya, è tornato visibile fino a 200km di distanza....200km di cielo e aria abbastanza puliti da poter vedere le montagne. Riuscite a quantificare 200km? Vi dò un'idea: Torino-Genova sono circa 130 km...immaginate di poter vedere il mare da Torino? Io sinceramente devo lavorare molto di immaginazione (anche perchè dovremmo spianare un bel pò di colline e montagne). Potete immaginarvi la meraviglia delle persone che riescono a vedere le stelle? Forse solo i nostri bambini possono capire la magia di vedere per la prima volta quei miliardi di puntini nel cielo che hanno ispirato per secoli l'essere umano...loro sono sempre lì, siamo noi che le nascondiamo ai nostri occhi, accecati dalla velocità della vita e dalla necessità di monetizzare a discapito del nostro pianeta.

 

Ci è voluto un virus, più o meno letale, per farci fermare...ci è voluta la paura di morire in massa per farci venire il dubbio che forse, forse, non siamo noi i padroni i questo pianeta, non siamo immortali, non siamo onnipotenti: siamo solo una delle tante specie animali che popolano questo pianeta. Siamo ospiti, nulla di più, non siamo più importanti delle volpi, dei conigli, dei criceti e delle mosche, anzi, forse siamo addirittura più inutili di loro perchè non contribuiamo più al mantenimento degli equilibri naturali.

 

I virus sono organismi da sempre presenti in natura, ne fanno parte tanto quanto noi, sono dei livellatori: chi prendono prendono, qualcuno resiste (il più "adatto" al proseguimento della specie) e qualcuno muore (i meno "adatti" al proseguimento della specie) riportando la popolazione ad un livello sostenibile per l'equibilibrio naturale. L'essere umano non fa eccezione, tranne per il fatto che tende a cercare di curare, più che giustamente, i membri infetti della propria specie cercando vaccini per potersi difendere in futuro dallo stesso virus o dalle sue mutazioni.

Negli ultimi anni stavamo pensando un pò troppo di essere immortali, tanto che abbiamo dovuto fare leggi per far vaccinare le persone per potersi difendere da malattie mortali...ed arriva lui, il COVID-19, il grande livellatore della nostra epoca, e adesso eccoci qui a chiderci cosa ci aspetterà nel prossimo futuro, mentre la natura va avanti: è primavera, i fiori sbocciano, inizia a fare più caldo e gli animali incuriositi dalla nostra assenza e dal nostro silenzio, si avvicinano alle case, alle strade e ai parchi.

 

Credo davvero che questo sia un'altra cosa importante su cui riflettere in questa quarantena, credo anche che per moltissime persone non sarà semplice rendersi conto che ci è voluto un virus e migliaia di persone morte per farci pensare che dovremmo rispettare il nostro pianeta...

 

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